Storia

La storia della Pasticceria Tagliafico ha inizio negli ultimi anni dell'Ottocento quando "il bisnonno" Giacomo, dinamico e intraprendente, lavorava come cuoco nelle navi che collegavano Genova con l'America latina.

In quegli anni egli aprì, con un socio, una pasticceria nel cuore di Buenos Aires.

Tuttavia, al momento di sposarsi con la sua futura moglie Angiolina sorse un problema poichè quest'ultima non voleva affrontare la traversata per l'Argentina temendo l'affondamento della nave.

Così Giacomo vendette la sua parte di pasticceria, si fermò a Genova e ne aprì una tutta sua in Piazza del Cavalletto. Erano i primi anni del Novecento.

Giacomo Tagliafico conduce oggi con la moglie Mariarosa e i figli Lorenzo, Anna e Filippo, l'azienda fondata dal bisnonno Giacomo.

I dolci lievitati, passione di famiglia espressa particolarmente nel tradizionale Pandolce Genovese e nei biscotti genovesi Lagaccio, oltre che nel Panettone milanese, hanno nel tempo lasciato spazi anche ad una gamma di prodotti che oggi vanno dalla pasticceria mignon, alle torte moderne, alla pralineria, ai torroni, ai salatini ed al catering completo per rinfreschi.

Un aggiornamento tecnico negli anni '70/'80, per quattro anni, presso Gaston Lenotre e due anni presso Peltier a Parigi hanno permesso di modernizzare e razionalizzare tanto la produzione quanto gli impianti della pasticceria.

Trenta tipi diversi di torte sono quotidianamente offerti alla scelta della clientela, nonché 35 tipi di mignon fresche, oltre naturalmente alla produzione di croissants e varie brioches per la colazione e alla gamma della biscotteria.

A completamento di queste ultime, dal novembre 2007 è stato realizzato un angolo caffetteria che offre una miscela di caffè accuratamente selezionata insieme ad alcune raffinate golosità come il "Marocchino Tagliafico", il "Maxi cappuccino", la "Cioccolata del Pasticcere" e il Cappuccino di soia.

La pasticceria spedisce i suoi prodotti in tutto il mondo, in particolare il pandolce genovese, molto gradito dai liguri residenti all'estero per i quali è tradizione averlo in tavola il giorno di Natale.